Il 16 giugno 2026, nella sede di AIC Nazionale a Roma, si è tenuto il convegno “La via dei PAT – dall’identità gastronomica allo sviluppo territoriale del Bel Paese”, organizzato dall’Associazione Italiana Coltivatori e dall’associazione agrituristica Penisola Verde nella settimana della Giornata Mondiale della Gastronomia Sostenibile.
Un appuntamento che ha riunito istituzioni, imprenditori agricoli e ittici, chef, startupper e rappresentanti del mondo della formazione attorno a un tema tanto antico quanto urgente: il futuro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani.
Fondo Conoscenza era presente con il suo Direttore, Raffaele Modica, chiamato a portare il contributo della formazione continua in un contesto in cui la valorizzazione delle filiere agroalimentari e il ricambio generazionale sono al centro del dibattito nazionale.

PAT: un patrimonio da tutelare e far crescere
Nel 2026 sono 5.813 i prodotti censiti dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Eppure, nonostante i numeri e il recente riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana, i PAT restano in larga parte un patrimonio ancora da scoprire per i consumatori.
La sfida condivisa da tutti i relatori della mattinatasi è concentrata sulla tutela e, soprattutto, sullo sviluppo: come trasformare un’identità gastronomica profonda in un motore concreto di crescita territoriale.
Il Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo ha portato la voce delle istituzioni su un impegno concreto: “Stiamo lavorando anche a un modello di sostegno continuo alle aree interne e di montagna: più servizi, più infrastrutture, più turismo.”
Giuseppino Santoianni, presidente di AIC Nazionale, ha aperto i lavori portando sul tavolo un dato difficile da ignorare: un terzo del cibo prodotto nel mondo viene perso o sprecato. “Riscoprire il valore di ciò che mangiamo passa anche dalla sensibilizzazione sulla fatica che c’è dietro ogni produzione. E l’agriturismo, in questo percorso, ha un ruolo sostanziale.”
La Senatrice Anna Maria Fallucchi, prima firmataria del ddl PAT in corso di esame al Senato, ha ricordato il valore identitario di questi prodotti: “In un mondo che tende all’omologazione — anche nel cibo — i PAT sono un atto di autenticità e uno strumento concreto di recupero e tutela.”
“Non saremo mai il paese dei grandi volumi” ha detto Silvia Bernini, presidente di Penisola Verde. “Siamo il paese della qualità, della tradizione, del valore. Ogni volta che un PAT arriva sulle tavole, si riafferma un’idea di sviluppo che sceglie le radici.”
Competenze: la condizione perché l’eccellenza duri
Nell’intervento di Raffaele Modica, il filo conduttore della giornata ha trovato una declinazione precisa.
I PAT, ha spiegato il Direttore di Fondo Conoscenza, sono un ponte tra passato e futuro: custodiscono memoria e tradizione, ma possono diventare un motore di sviluppo solo se sostenuti da innovazione e competenze adeguate. Sostenibilità, digitalizzazione dei processi, marketing territoriale, accoglienza turistica, internazionalizzazione: sono ambiti in rapida evoluzione, che richiedono un aggiornamento continuo da parte di chi lavora lungo tutta la filiera.
Ogni percorso formativo non è soltanto un’occasione di aggiornamento professionale, ma un investimento sulla capacità di generare valore, occupazione e sviluppo nei territori.
Fondo Conoscenza offre alle imprese agricole, agrituristiche e agroalimentari strumenti concreti: dal Conto Formazione Aziendale per interventi costruiti sui fabbisogni specifici dell’impresa, agli Avvisi Conto Sistema per piani formativi aziendali e settoriali, fino agli Avvisi Voucher per l’accesso a percorsi specialistici del Catalogo Nazionale di Formazione Continua.
Sullo sfondo, il tema del ricambio generazionale: le nuove generazioni guardano all’agricoltura con un interesse crescente — e portano con sé competenze digitali, sensibilità ambientale e voglia di innovare. Accompagnare questo ingresso con percorsi formativi adeguati è una delle priorità che Fondo Conoscenza intende perseguire con il settore.
Una rete da costruire
Il convegno ha confermato che la valorizzazione dei PAT non è una questione che riguarda solo le imprese agricole.
Produce effetti sull’intero ecosistema territoriale: turismo, ristorazione, commercio, artigianato. Per questo, come ha sottolineato Modica in chiusura, è necessario costruire sinergie tra istituzioni, associazioni di categoria, enti di formazione e fondi interprofessionali affinché le politiche di sviluppo locale siano accompagnate da strategie altrettanto solide sul fronte delle competenze.
La sfida che abbiamo davanti è trasformare questa ricchezza culturale in opportunità economiche concrete per le imprese, per i giovani, per le comunità locali.
La formazione è uno degli strumenti con cui si costruisce questa trasformazione.













