Formazione Continua: la vera sfida per preservare il capitale umano italiano

QUANDO: 14 gennaio 2026
DOVE: Roma, Via Vittoria Colonna 39 c/o Studio BonelliErede
Il Presidente di Fondo Conoscenza, Concetto Parisi, è intervenuto il 14 gennaio al convegno \”Formazione Continua: la vera sfida per preservare il capitale umano italiano\” organizzato da The Adam Smith Society con la collaborazione di KPMG e il patrocinio del Ministero del Lavoro, sul ruolo strategico della formazione nel colmare il disallineamento tra competenze richieste dalle imprese e competenze disponibili sul mercato del lavoro.

I principali spunti emersi dal convegno

1. La formazione come investimento strategico
È emersa la necessità di superare un approccio puramente formale alla formazione, assumendo una prospettiva orientata allo sviluppo organizzativo, alla retention dei talenti e alla crescita della produttività. Un cambio di paradigma che Fondo Conoscenza sostiene da sempre: la formazione è un investimento sul capitale umano che genera valore misurabile.
Gli interventi hanno evidenziato come la formazione debba includere non solo skills tecniche, ma anche capacità trasversali per migliorare la collaborazione, risolvere i problemi e gestire il cambiamento senza resistenze.
2. L\’impatto dell\’intelligenza artificiale
L\’AI assume un duplice ruolo: può rappresentare, difatti, un valido sostituto nelle mansioni standardizzate e un amplificatore delle disuguaglianze se non accompagnato da nuove consapevolezze. Diventano decisive le competenze \”human centric\”: pensiero critico, etica, empatia, responsabilità, capacità decisionali e adattabilità.
3. Il punto di vista di Fondo Conoscenza: la centralità delle PMI
Il Presidente ha portato un elemento spesso sottovalutato: il 96% delle aziende italiane è composto da piccole e micro imprese. Queste realtà necessitano di strumenti di supporto accessibili, percorsi mirati e investimenti sostenibili per affrontare innovazione tecnologica, sicurezza, welfare e sostenibilità. La scelta di Fondo Conoscenza è rappresentare le micro e piccole imprese in modo autentico, rendendo la formazione realmente accessibile e coerente con i loro tempi, le loro risorse e le loro esigenze concrete.
4. Un nuovo patto per un sistema più efficace
Convergenza sulla necessità di un nuovo patto tra imprese, istituzioni, sindacati e università per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze, rafforzare la qualità della formazione, trasformare le analisi in policy concrete e sostenere un modello di sviluppo inclusivo.

L\’intervento del Presidente Parisi: partire dal contesto

L\’intervento ha posto l\’accento sulla necessità di partire dall\’analisi del contesto economico e occupazionale prima di discutere di strumenti operativi. I dati ISTAT di novembre 2025 restituiscono un quadro articolato: 24,2 milioni di occupati con un aumento di 180 mila unità su base annua, tasso di disoccupazione al 5,7% tra i più bassi degli ultimi anni, disoccupazione giovanile sotto il 19%. Numeri positivi sul piano quantitativo, ma che richiedono una lettura più approfondita.
Come sottolineato dal Presidente Parisi, non basta fermarsi ai numeri complessivi. La questione centrale oggi non è solo quante persone lavorano, ma come lavorano e con quali competenze. È proprio qui che emerge la criticità strutturale del mercato del lavoro italiano: il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente disponibili, sia tra i lavoratori occupati sia tra chi cerca occupazione.
Molte imprese, soprattutto di piccola dimensione, faticano a trovare profili adeguati per affrontare processi di innovazione, digitalizzazione e riorganizzazione. Parallelamente, esistono competenze che restano inutilizzate o non pienamente valorizzate. Questo mismatch ha un impatto diretto sulla produttività, sulla competitività delle imprese e sulla qualità dell\’occupazione. Non è un fenomeno congiunturale, ma una criticità che richiede risposte strutturate, capaci di accompagnare nel tempo imprese e lavoratori.

Le priorità trasversali

L\’intervento ha evidenziato le grandi priorità che attraversano oggi il mondo del lavoro: la trasformazione digitale che interessa tutte le organizzazioni, la sostenibilità ambientale che richiede competenze nuove e comportamenti consapevoli, le competenze soft e manageriali decisive per governare il cambiamento, i temi dell\’inclusione e della parità come fattori di tenuta sociale e produttiva.
Particolare attenzione è stata dedicata all\’intelligenza artificiale. Come sottolineato nell\’intervento, l\’AI non è semplicemente una tecnologia, ma un elemento che incide sull\’organizzazione del lavoro, sulla sicurezza, sui processi decisionali e sulla gestione delle risorse umane. Una formazione adeguata sull\’intelligenza artificiale è fondamentale per garantirne un utilizzo consapevole, responsabile e coerente con i nuovi obblighi normativi e organizzativi.

Il ruolo dei Fondi interprofessionali

È in questo quadro che si inserisce il ruolo strategico dei Fondi interprofessionali come infrastruttura stabile del sistema della formazione continua. I Fondi consentono di intercettare i fabbisogni reali delle imprese e di tradurli in interventi formativi concreti, condivisi con le Parti Sociali e coerenti con le trasformazioni del mercato del lavoro.
Fondo Conoscenza opera in questa direzione con un approccio fortemente orientato all\’operatività e alla semplificazione: finestre mensili per le candidature, procedure semplificate, tempi rapidi di valutazione con approvazione entro il mese successivo alla presentazione, assistenza tecnica costante dall\’adesione alla conclusione dei piani formativi.

Conclusioni

Il convegno ha evidenziato che l\’Italia ha oggi l\’urgenza e l\’opportunità di ripensare il proprio approccio alla formazione continua. Il tema centrale non riguarda solo la tecnologia, ma la capacità di progettare percorsi formativi utili, misurabili e sostenibili, capaci di promuovere occupabilità, innovazione e competitività.
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