Si è svolto il 1° luglio, presso la Sala Barchessa del Golf Club Ca’ della Nave di Martellago (VE), il Convegno deontologico e l’Assemblea annuale del Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia.
Fondo Conoscenza ha partecipato come sostenitore e partner scientifico, portando in provincia di Venezia una nuova tappa del seminario itinerante “Intelligenza Artificiale e Lavoro: Opportunità, sicurezza e compliance nel Nuovo Paradigma Digitale”.
L’incontro, moderato dalla Dott.ssa Patrizia Gobat, ha riconosciuto 3 crediti formativi nelle materie di Ordinamento Professionale e Codice Deontologico e si è articolato in due parti.
Il quadro normativo: dall’AI Act alla legge italiana
Ad aprire i lavori è stata l’Avv. Francesca Potì, co-fondatrice di Nexum Legal, che ha ricostruito l’impianto del Regolamento UE 2024/1689 — 180 considerando, 113 articoli, 13 capi e 13 allegati — soffermandosi sull’approccio basato sul rischio che ne costituisce il criterio organizzativo centrale: dal rischio inaccettabile, vietato in modo assoluto, all’alto rischio, che comporta obblighi stringenti di valutazione della conformità e sorveglianza umana, fino al rischio limitato e minimo.
Potì ha ripercorso la timeline di applicazione del Regolamento – dall’entrata in vigore nell’agosto 2024 ai divieti assoluti di febbraio 2025, fino alla piena applicazione degli obblighi per i sistemi ad alto rischio prevista per agosto 2026 – e ha collegato il quadro europeo al recepimento nazionale attraverso la Legge 132/2025, la prima legge organica italiana sull’intelligenza artificiale, entrata in vigore lo scorso 10 ottobre.
In particolare, l’art. 11 della legge richiama l’obbligo di un utilizzo dell’IA sicuro, affidabile e trasparente nei rapporti di lavoro, mentre l’art. 13 definisce il perimetro dell’IA nelle professioni intellettuali, riservando al professionista la prevalenza del lavoro intellettuale. Un beneficio, ha osservato Potì, che va letto su due piani: da un lato, i tool di AI liberano le persone dalle attività ripetitive lasciando spazio alla gestione di temi di maggior valore, dall’altro consentono di analizzare grandi quantità di dati la cui interpretazione può alimentare nuove consapevolezze nei decisori e orientarne le scelte strategiche.
Diritti dei lavoratori e deontologia del Consulente del Lavoro
La seconda parte, affidata al Dott. Massimiliano Matteucci, Managing Partner di Nexumstp, ha affrontato gli aspetti applicativi dell’IA nella gestione delle persone: dai processi di recruiting automatizzati ai sistemi di valutazione delle performance, fino al monitoraggio a distanza, per il quale resta necessario l’accordo sindacale preventivo previsto dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.
Matteucci ha richiamato il diritto dei lavoratori a un’informazione qualificata sull’uso di sistemi decisionali automatizzati e il diritto di opposizione alle decisioni prese senza intervento umano, sancito dall’art. 22 del GDPR, oltre al ruolo che la contrattazione collettiva sta già assumendo su questi temi: il CCNL per l’Industria chimica ha introdotto linee guida settoriali che promuovono la supervisione e il coinvolgimento umano nelle decisioni, mentre il CCNL per le Cooperative sociali richiama la necessità di integrare l’IA in modo graduale, mantenendo le risorse umane al centro dell’organizzazione.
Un passaggio specifico è stato dedicato alla deontologia del Consulente del Lavoro: l’art. 13 della Legge 132/2025 impone che l’IA resti strumentale rispetto alla prestazione intellettuale, la cui responsabilità rimane in capo esclusivamente al professionista. Su questo punto Matteucci ha insistito sulla necessità di controllo e supervisione, ricordando che ogni risultato offerto dall’IA deve poter essere verificato e ragionato, per generare un prodotto superiore. Matteucci ha poi messo a confronto questo impianto con il modello già adottato dai Dottori Commercialisti, che hanno introdotto un sistema sanzionatorio specifico per l’uso improprio dell’IA, e ha richiamato la recente norma UNI 11621-8:2026, che definisce dodici profili professionali di riferimento nel settore.
Chiudendo l’intervento, Matteucci ha delineato tre possibili traiettorie per la professione – operativa, aumentata, strategica – sottolineando che il ruolo del Consulente del Lavoro non è destinato a scomparire, ma a trasformarsi verso funzioni di advisory e organizzazione.
La collaborazione tra l’Ordine e il Fondo
A chiudere i lavori, il Presidente di Fondo Conoscenza – Concetto Parisi – che ha sottolineato il vantaggio di una sinergia tra i professionisti che orientano le imprese e i fondi interprofessionali, rappresentando un supporto concreto alla realizzazione di interventi di alfabetizzazione sull’IA e – di conseguenza – alla gestione della cosiddetta shadow AI, laddove manchino controllo e direttive chiare.
Parisi ha ribadito l’impegno di Fondo Conoscenza a rappresentare uno strumento concreto al servizio delle imprese, valorizzando il contributo dei consulenti del lavoro e dei professionisti nel promuovere, verso un numero sempre più ampio di organizzazioni, le opportunità offerte dalla formazione finanziata.
Un’azione di sensibilizzazione fondamentale per diffondere competenze sempre aggiornate e contribuire alla qualificazione del sistema Paese.
Nel corso della moderazione, anche la Dott.ssa Patrizia Gobat ha evidenziato il valore della collaborazione appena avviata tra l’Ordine di Venezia e Fondo Conoscenza.
L’appuntamento di Martellago si inserisce nel percorso che Fondo Conoscenza sta portando avanti in diverse province italiane per offrire – a professionisti e organizzazioni – strumenti di lettura della trasformazione digitale in atto.









